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Milano - Due spari in centro nella notte. Un vigile accerchiato e pestato da una decina di ragazzi. La fuga degli aggressori e le indagini per risalire alle loro identità. La sequenza choc è andata in scena qualche minuto prima delle 2 di ieri all’angolo tra via Fra Luca Pacioli e viale Coni Zugna, a due passi dalla Darsena, e ancora una volta riaccende i riflettori sulle gang di ragazzi che imperversano in diversi quartieri della città. Quella che ha preso di mira un ghisa sessantenne, che se l’è cavata con una prognosi provvisoria di cinque giorni, sarebbe composta da giovani e giovanissimi sia italiani che originari di Est Europa e Nordafrica. 

Ed è per loro, secondo quanto il Giorno ha ricostruito incrociando più fonti, che l’agente e una collega, entrambi in borghese e a bordo di un’auto civetta, sono lì: hanno ricevuto diverse segnalazioni dai cittadini della zona sulle scorribande di una banda, che si ritrova in un pub (che serve alcolici da asporto in vetro e non in plastica, come prevede l’ordinanza comunale) e poi si scatena in danneggiamenti e atti di vandalismo su macchine parcheggiate e arredi urbani. Il servizio è finalizzato proprio a documentare la presenza di quelle persone in quel determinato luogo e a immortalarne i volti per dare una svolta all’inchiesta in corso e fornire una risposta alle lamentele dei residenti. Qualcuno di loro, però, si accorge di quella presenza attorno all’1.45 e si para davanti all’auto.

L’agente scende e si qualifica come vigile urbano, ma in un attimo gli sono addosso in dieci. A quel punto, spiega il segretario del Sulpm Daniele Vincini, "ha sparato un colpo in aria per difendere se stesso e la collega dall’aggressione improvvisa e per mettere in fuga il gruppo". Peccato che uno dei ragazzi, per nulla intimidito, lo prenda alle spalle e gli afferri il braccio, supportato da altri tre, per tentare di sfilargli l’arma, come documentato anche in un video pubblicato nelle scorse ore sulla pagina social Welcome to Favelas. Il ghisa prova a resistere con tutte le sue forze, e nel corso della colluttazione parte un secondo colpo, verso il basso. A quel punto, il branco riesce ad avere la meglio sul ghisa: uno della gang prende la pistola e la getta sotto una macchina; poi scatta il pestaggio del vigile, buttato a terra e colpito con calci e bottigliate.  

Quindi, i ragazzi si allontanano di corsa, lasciando l’agente a terra dolorante. Nel frattempo, la collega, che per fortuna non è stata presa di mira dalla banda, ha già chiesto ausilio alla centrale operativa di piazza Beccaria, anche se in strada ci sono poche pattuglie per via dello sciopero iniziato un paio d’ore prima. Il sessantenne viene soccorso dai sanitari di Areu e trasportato in codice verde al Policlinico: ha subìto un vero e proprio pestaggio e ha riportato diverse contusioni in più parti del corpo. I colleghi sono già al lavoro per dare un nome a quelle facce riprese da uno smartphone; dalle informazioni a disposizione, la scena sarebbe stata filmata anche da una telecamera di videosorveglianza.

"Auguro una pronta guarigione al collega, che con grande spirito di sacrificio e abnegazione stava portando a termine un importante servizio nonostante la mobilitazione in corso –. afferma Vincini –. Detto questo, episodi del genere, tutt’altro che inediti, dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che gli agenti di polizia locale non sono impiegati in divisa e che devono essere equiparati alle altre forze di polizia". 

Già, le stesse tutele e lo stesso tipo di trattamento, proprio la piattaforma di rivendicazioni che ha portato alla proclamazione dello sciopero nazionale del Sulpl andato in scena nella giornata di ieri. Vincini e circa 200 colleghi si sono ritrovati dalle 10 alle 13 al presidio organizzato all’angolo tra via Vivaio e corso Monforte, vicino alla sede della Prefettura: "È stata una manifestazione molto partecipata, ben più delle più rosee aspettative: c’erano pure molti colleghi giovani, a testimonianza del fatto che la questione è particolarmente sentita all’interno della categoria e che c’è molto malumore". Elevata la percentuale di ghisa che hanno deciso di incrociare le braccia per protestare contro le modifiche apportate dal Ministero dell’Interno al testo unificato sulla legge di riforma, che di fatto, per dirla con le parole di Vincini, «ci fanno diventare sempre di più la Cenerentola delle forze di polizia: un’umiliazione che non possiamo più accettare».

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